mercoledì 1 febbraio 2012

Imago Mundi , per una carta geografica





L'espressione imago mundi,

coniata nel Medioevo, 

è molto espressiva per una carta geografica

 Colómbo, Cristoforo - Grande navigatore, scopritore dell'America (Genova 1451 - Valladolid 19 maggio 1506). Scarse le notizie dei primi anni della sua vita: si dedicò presto al commercio e fu a Chio (1474-75), in Portogallo e a Madera (1476-78), finché, tornato un'ultima volta a Genova, partì definitivamente per Lisbona (1479), dove forse lo spinsero motivi commerciali. Da Lisbona C. mosse per parecchi viaggi a Madera e altrove: e in questo periodo egli lesse l'Imago mundi di P. d'Ailly, la Historia rerum ubique gestarum di Pio II Piccolomini, il Milione di M. Polo






 La cosiddetta carta genovese del mondo, del 1457, rappresenta la scuola italiana. La sua forma è non usuale, essendo lenticolare, allungata. Malgrado abbia una rete di linee di rotta e somiglianze con carte nautiche del Mediterraneo, ha anche alcune differenze, notamente imprecisioni che suggeriscono che il cartografo non era un professionista.




Il mezzo sul quale sono state redatte la maggior parte delle mappe primitive è la pietra o il legno. Osso e pelli sono rari. La pittura su rocce si ha in tutto il mondo. Molte di queste pitture su roccia contengono, oltre ad animali, scene di caccia e, qualche volta, anche schemi che sono stati interpretati da alcuni come diagrammi geografici. In caverne di Schafthausen sono state trovate delle tavolette di osso con un network di linee, ma non si è potuto dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio che si tratti proprio di mappe.
Mappe incise su corteccia d’albero, principalmente corteccia di betulla sono molto comuni in Siberia, tra gli Esquimesi e tra gli Indiani del Nord America. Possono essere facilmente trasportabili e questo fatto contribuì alla loro diffusione. Si è osservato che alcune tribù indiane avevano uno speciale talento per le mappe. Molti Indiani, malgrado fossero incapaci di leggere, riuscirono facilmente a identificare nomi di fiumi, di valli, di monti su mappe europee. Un missionario gesuita, J.F: Lafiteau, riportò di aver osservato una grande quantità di queste mappe.
Gli Eschimesi furono probabilmente gli unici a tentare di redigere mappe indicanti i rilievi. F.W. Beechey ebbe la prova di ciò nel 1826 tra gli Eschimesi occidentali dello Stretto di Bering. Egli diede una descrizione di come essi tracciavano sulla sabbia di Kotzebue un modello in rilievo del litorale. “Prima marcavano la linea di costa. Poi indicavano le montagne e le colline, poi le isole, rispettando le proporzioni. Una volta segnate le montagne e le isole, marcavano i villaggi con dei pezzi di bastone piantati verticalmente. Dopo un po’ di tempo diedero una completa pianta topografica della zona”.





 L'espressione imago mundi, coniata nel Medioevo,


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IMAGO 

Termine introdotto da C.G. Jung (1875-1961), con riferimento a un’Imago ‘materna’, ‘paterna’, ‘fraterna’ e divenuto di uso comune in psicanalisi. Caratterizzata come ‘rappresentazione o immagine inconscia’, l’Imago è piuttosto uno schema immaginario, un prototipo inconscio che orienta in maniera specifica il modo in cui il soggetto percepisce l’altro, ne orienta cioè le proiezioni. Formatasi sulla base delle prime relazioni del bambino con l’ambiente familiare, l’Imago non va peraltro considerata come correlato di figure reali, ma presenta carattere fantasmatico; così a un’Imago genitoriale minacciosa e terribile possono corrispondere genitori reali estremamente miti...leggi tutto -

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