martedì 28 febbraio 2012

IL MAGO SEI TU



 TU SEI IL MAGO
DI TE STESSO


NON AFFIDARTI AD "ALTRI"


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Ho creato un mazzo di carte ispiratomi dai tarocchi , mantenendo la giusta numerazione degli arcani maggiori , ma ho cambiato
l' iconografia rendendola piu' attuale al mondo che ci circonda . Pur essendo in bianco e nero sono riuscito a dare equilibrio alle immagini ed al titolo di ogni singola carta , rendendo semplicissima la lettura anche in solitario . Si possono giocare anche con amici , senza pero' abusarne potrebbero non rispondervi . 




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venerdì 24 febbraio 2012

Chi è il Sensitivo?



Chi è il Sensitivo? 

Il sensitivo, uomo o donna, è come del resto la parola stessa fa intuire, una persona che riesce a percepire e vedere il prana (energia vitale che avvolge i corpi animali e vegetali).
Sono chiamati sensitivi anche il chiaroveggente, il telepatico, il medium, il rabdomante, il telecinetico, il cartomante, ed altri ancora. Questi nonostante abbiano delle doti non offrono nient'altro che il loro potere, il chiaroveggente può solo vedere, il telepatico può percepire solo le onde mentali, il medium può mettersi in contatto con entità disincarnate, il rabdomante può solo trovare l'acqua, e cosi via per tutti gli altri. Per il sensitivo pranico le cose sono diverse, esso può percepire il prana dei corpi animali e vegetali. Può percepire l'energia racchiusa in una parte di un corpo, e stabilirne l'intensità. Può inoltre interagire con il prana stesso modificando il flusso d'energia, può con l'esperienza e la pratica vedere l'aura (energia che avvolge tutti i corpi viventi), può vederne il colore, determinando il suo stato di purezza o di contaminazione. Può percepire la bontà o cattiveria, l'irritabilità, oppure la calma. Può inoltre spingersi in altri campi del paranormale con risultati eccellenti, i quali possono variare dalla volontà e l'impegno con cui il sensitivo li affronta.
Le persone dotate di questo senso sono molte, ma poche riescono a svilupparlo correttamente.
Alcune, dopo anni d'esperienza riescono a percepire anche la più piccola variazione pranica, possono inoltre coinvolgere l'intero loro corpo fisico, ampliando così il suo potere.
Questa caratteristica fa sì che il corpo del sensitivo diventi un accumulatore d'energia quando decide di togliere, un dissipatore quando decide di dare, infine di filtro, facendo passare l'energia pranica di un corpo squilibrato da fattori fisici o da volontà esterne attraverso il suo corpo. Con questa tecnica il pranico riesce ad assorbire l'energia delle persone provocando sul proprio corpo gli stessi disturbi, individuando con più facilità i punti più colpiti. I disturbi, sia d'origine traumatica, sia psichica formano un nodo d'energia nel corpo pranico che ostacolano il medico quando si accinge a curare con la medicina tradizionale il corpo fisico. Un soggetto in armonia con la propria energia pranica riesce sempre a guarire più in fretta di coloro che non lo sono, agevolando l'intervento medico.             
L'energia pranica quando non scorre bene nel corpo, si deposita su organi deboli, accumulandosi sempre più, fino al punto che l'organo colpito non risponde più a determinati stimoli.
In altri casi l'energia scorre nell'organo malato molto velocemente, portando via ogni residuo d'energia, lasciando l'organo senza una difesa pranica. In questi organi l'intervento del medico, con la medicina tradizionale è nullo. Alcuni medici adottano l'agopuntura per ripristinare l'energia di un organo, altri premono con le mani alcuni punti del corpo cercando di liberarne l'energia in eccesso. Il sensitivo pranico impone le mani posizionandole su alcune parti del corpo cercando di ripristinare il flusso d'energia, questi punti sono chiamati Ciacra.
Ufficialmente la medicina non accetta questi cultori di tecniche alternative che si spingono nel loro campo, dobbiamo però riconoscere che l'imposizione delle mani su di un corpo malato produce un riequilibrio dell'energia, procurando al soggetto un beneficio immediato.
Con questo non voglio affermare che una persona in piena armonia con il proprio prana non si ammali, questo non è possibile, ma sicuramente con un'energia in ottimo stato sarà difeso maggiormente dal suo sistema immunitario. Il ripristino del prana porta sempre un beneficio, sia sul piano fisico sia su quello psichico.
Molte persone non accettano le cure di un sensitivo perché non credono che l'aura esista, tanto meno credono che possa ammalarsi. Oggi la scienza riconosce che l'essere umano è circondato da un'aura invisibile, ma non accetta che quest'energia possa interagire con il corpo materiale e che a sua volta possa ammalarsi come un qualunque altro organo.
Le malattie prodotte dall'energia pranica non hanno un'origine materiale, per questo la scienza medica si allontana negando ogni cosa che non possa essere curata con farmaci. Queste malattie dell'energia, sono spesso legate alla nostra spiritualità, a come viviamo e come interagiamo con i nostri simili.
L'energia pranica non può essere offesa come il corpo fisico da fattori materiali come un bastone, una lama, un incidente stradale. Il pensiero è l'arma che può offendere e colpire anche gravemente il prana facendolo ammalare. Il prana può essere colpito da una malattia fisica che agendo direttamente sui ciacra coinvolge il prana nella parte controllata dal ciacra coinvolto. La cattiveria, l'egoismo, l'odio, il troppo amore, la lussuria, l'avarizia, la mancanza di fede, portano ad uno squilibrio del prana di tutto il corpo. La cura di queste malattie praniche, se non vogliamo andare da un buon pranico, sono curabili praticando tecniche che riescono a spostare o modificare l'energia da un ciacra ad un altro, ripristinando così il flusso di energia fra i vari ciacra.
Lo yoga è la tecnica migliore per ripristinare tal energia.
Molti riescono a mantenere il proprio corpo sano e forte facendo ginnastica, altri corrono a piedi e tutti sono consapevoli che quello che fanno produce un benessere fisico.
Perché non praticare una disciplina che produca un benessere pranico?
Le persone che non credono di avere un'energia pranica, attribuiscono al corpo materiale tutti i suoi malesseri, cosi ricorrono alla medicina tradizionale sperando in una guarigione che non può mai avvenire, perché il problema non si trova nel corpo ma fuori, nella sua energia pranica.
La meditazione yoga porta il soggetto a riconoscere e curare la propria energia quando viene meno, o tende ad una disarmonia.   
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martedì 21 febbraio 2012

LEGGE DELLA CASUALITA'




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venerdì 17 febbraio 2012

Giordano Bruno aveva delle capacità mnemoniche



Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.
Giordano Bruno


"Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno

preferiva immolarsi sul rogo che

rinunciare al libero giudizio del suo

intelletto e della sua coscienza.

Nei tempi oscuri che viviamo, in cui

tanti spiriti si piegano sotto il peso

della materia, tradendo ogni dottrina

e ogni filosofia, l'esempio di Giordano

Bruno assurge a concezione di eterna

e purissima fiaccola accesa al culto

del libero pensiero.

Vogliano gli uomini raccogliersi un

istante in se stessi e purificandosi in

quella fiaccola commuoversi all'idea

che nulla in questa vita v'è di più

grande che sentirsi liberi ed arbitri
del proprio destino"






In queste ore il Nolano veniva portato in piazza di Campo de' Fiori e con la mordacchia in sulla bocca attendeva le cinque e trequarti perchè gli si appicciasse il foco sulla pira e ardesse il suo pensiero a riscaldar il nostro pensiero e abbrugiar la coscienza altrui ...

Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla.

Il processo di Giordano Bruno, dopo l'arresto del filosofo avvenuto a Venezia il 23 maggio 1592 e il suo trasferimento nelle carceri romane dell'Inquisizione il 27 febbraio 1593, si concluse il 17 febbraio 1600 con la condanna al rogo per eresia eseguita in piazza Campo dei Fiori.






Giordano Bruno aveva delle capacità mnemoniche
 
L'interesse per l'arte combinatoria e la mnemotecnica, che ha radici risalenti a Cicerone, è affermata nell'Explanatio compendiosaque applicatio artis Raymundi Lulli, 1523, di Bernardo de Lavinheta e soprattutto nei libri :
 De umbris idearum, Cantus Circaeus e Sigillus sigillorum di Giordano Bruno
 




leggi anche : http://cipiri12.blogspot.it/2010/08/inno-alla-liberta-di-giordano-bruno.html




  Mnemotecnica 
 
 è una tecnica adoperata per memorizzare rapidamente e più facilmente entità difficili da ricordare.
 
 Le mnemotecniche sfruttano la naturale capacità dell'uomo di ricordare le informazioni se sono trasformate in immagini o storie, consentendo di aumentare la capacità naturale della memoria umana.
Sono state usate nell'antichità dai grandi oratori, perché consentono, senza l'ausilio della lettura, di svolgere un discorso articolato precedentemente preparato.


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lunedì 13 febbraio 2012

MAGIA



Illustrazione dal Cantus Circaeus di Giordano Bruno 

Con il termine Magia si indica una tecnica che si prefigge lo scopo di influenzare gli eventi e di dominare con la volontà i fenomeni fisici e l'essere umano, a tale fine può servirsi di gesti, atti e formule verbali o di rituali appropriati. L'etimologia del vocabolo "magia" (in greco Μαγεία) deriva dal termine con cui venivano indicati nell'antica Grecia i "magi" (Μάγοι), antichi sacerdoti Zoroastriani della Persia. Distinzioni e tecniche della magia -

Con il termine magia molto spesso si tende a indicare tutto ciò che non è scientificamente spiegabile. Basti pensare cosa sarebbe capitato andando per esempio 2000 anni nel passato, e una persona fosse stata vista girare in una normalissima automobile, le persone non sapendo spiegare quel fenomeno con la propria conoscenza, lo avrebbero attribuito alla magia.

O ancora andare nella preistoria con una torcia, i nostri antenati ci avrebbero presi per dei in grado di manipolare il giorno e la notte, o qualcosa di simile. Dalla maggior parte delle persone però la magia viene vista come una cosa distinta e separata dalla scienza quindi tende ad attribuirvi tutti i fenomeni di cui non riesce a capacitarsi. Una prima distinzione che viene generalmente fatta è quella tra magia bianca e magia nera, a seconda che i fini dell'operatore siano benefici o malvagi, e se nella sua pratica possono essere coinvolte delle entità positive (angeli, divinità, spiriti degli antenati, animali totemici) o negative (demoni); questa distinzione non viene però accettata da tutti, infatti alcuni operatori considerano la magia neutra in se' stessa, da questi infatti essa viene considerata come il fuoco che a seconda di come viene usato può risultare molto utile e benefico, oppure altamente distruttivo. Esiste inoltre un insieme di nozioni e pratiche facenti capo ad una categoria intermedia denominata magia rossa che non può essere definita ne buona né cattiva, ma indirizzata ad ottenere uno scopo personale, il più delle volte a carattere sentimentale. La scienza magica agisce in genere attraverso simboli, siano essi parole, pensieri, figure, gesti, danza o suoni, e strumenti vari. Solitamente viene però sottolineato che lo strumento primario della magia è la mente dell'operatore e tutto il resto gli serve per focalizzare meglio il suo intento.

Le tecniche magiche possono essere raggruppate convenzionalmente in cinque categorie:

La cosiddetta magia simpatica o d'incanalamento, in cui l'effetto magico è perseguito tramite l'utilizzo di immagini od oggetti che possono essere usati, ad esempio come rappresentazione simbolica della persona cui si vuole fare del bene o si vuole nuocere, oppure per rappresentare lo scopo che ci si prefigge (ad esempio con l'uso di amuleti e talismani). La magia da contatto è caratterizzata dalla preparazione di pozioni e filtri magici, sacchettini da indossare, talismani o amuleti da portare con se', creati utilizzando oggetti ed ingredienti più o meno naturali. La terza forma di pratica magica è l'incantesimo, che agisce tramite parole (un esempio tipico è abracadabra) o formule magiche. La quarta categoria è quella della divinazione, utilizzata per ricevere informazioni attraverso varie arti mantiche (come l'astrologia, la cartomanzia, la chiromanzia) oppure attraverso dei talenti propri dell'operatore (come ad esempio attraverso i presagi, o nella preveggenza e nella medianicità). La quinta categoria è quella di similitudine: il simile produce il simile, un esempio può essere quello rappresentato da alcuni popoli primitivi, i quali, prima di andare a cacciare, imitano i movimenti, i versi ed i comportamenti in genere dell'animale che desiderano catturare.
Solitamente i riti magici utilizzano una combinazione tra le diverse tecniche. Nei casi in cui il mago durante una pratica rituale ricorre all'intervento di un'entità soprannaturale, a seconda delle entità in questione, si entra nei campi della negromanzia, dello spiritismo e della demonologia, mentre l'arte di evocare potenze sovrumane benefiche (angeli, divinità, ecc.) è più propriamente chiamata teurgia.

Storia della magia nella cultura occidentale 

Nella maggior parte delle culture antiche e moderne, fin dagli albori della civiltà, sono esistite credenze e pratiche magiche, con caratteristiche sostanzialmente simili anche se formalmente diverse, che si possono trovare in relazione ad aspetti tipici dell'occultismo, della superstizione e della stregoneria. Alcune scene di pitture del paleolitico superiore trovate nelle caverne francesi sono state interpretate come aventi finalità magiche (ad esempio l'ottenere successo nella caccia). Nell`antichità si credeva anche che la magia si potesse relazionare alla varie fasi lunari: luna piena = magia nera, mezza luna = magia bianca.

La magia in Egitto 

La società dell'Antico Egitto è fortemente intrisa di credenze occulte. Nel pantheon egizio, oltre a Weret-Hekau ed Heka, Neter della magia, anche Iside e Thot, da cui derivò l'ermetismo, sono caratterizzati da poteri magici. Sono stati trovati molti papiri magici, scritti in greco, copto e demotico, che contengono formule ritenute capaci di prolungare la vita, fornire aiuto in questioni amorose e combattere i mali. È attestata anche la credenza nella cerimonia magica dell'apertura della bocca per mezzo della quale si riteneva possibile conferire un'anima a statuette, utilizzate come controfigure magiche dei defunti. Il cosiddetto "libro dei morti degli antichi egiziani" (che in origine era definito: "incantesimi che narrano l'uscita dell'Anima Verso la piena Luce del Giorno"[1]), scritto su papiri, muri tombali e sarcofagi, è l'insieme di incantesimi da pronunciarsi per la "resurrezione dello spirito e il suo ingresso nelle Regioni dell'Al di là"[2]. Per gli antichi egizi tutto è animato, per loro lo spirituale non impone leggi al fisico, ma, per analogia, così come il volto di una persona è considerato come espressione dell'anima, lo spirituale si esprime tramite il mondo fisico. La natura non è inanimata e non sottostà a "leggi", bensì l'espressione della vita passa attraverso varie fasi spirituali che, in questo mondo, vengono rappresentate dalle esperienze fisiche vissute direttamente dall'uomo. Tutto è animato e vivente, ogni fenomeno, per analogia, esprime la manifestazione di un piano spirituale nel piano fisico. L'analogia è applicata alla posizione degli astri, al simbolismo del colore, alle forme geometriche (ad esempio la figura geometrica della piramide), alle caratteristiche degli animali (zoolatria) e così via ad ogni espressione della vita. Questa civiltà, oltre cinquemila anni fa, è stata quindi crogiolo per la nascita e la codifica dell'astrologia, della teurgia e della negromanzia.

La magia in Medio Oriente 

In Mesopotamia, nelle culture sumera, accadica e caldea, come anche in Persia, la terra d'origine dei Magi, si trovano numerose attestazioni di rituali di magia cerimoniale. Tutte le fonti antiche riportano esempi di pratiche magiche, come:
l'utilizzo di "parole magiche" che hanno il potere di comandare gli spiriti; l'uso di bacchette ed altri oggetti rituali; il ricorrere a un cerchio magico per difendere il mago contro gli spiriti invocati; l'utilizzo di simboli misteriosi o sigilli per invocare gli spiriti; l'uso di amuleti che rappresentano l'immagine del demone per esorcizzarlo.
Comunque il più grande apporto culturale del Medio Oriente consisté nell'astrologia: l'osservazione degli astri era non solo magicamente inscindibile dal computo del tempo, ma anche strettamente legata ad ogni evento naturale. La magia nel mondo greco-romano
In Grecia fu Erodoto a coniare il termine "mago" per indicare un sacerdote di una tribù della Persia antica. Dal IV secolo a.C. il vocabolo "mageia" cominciò ad essere utilizzato per indicare un insieme di dottrine nate dalla commistione di tradizioni arcaiche e le pratiche rituali ereditate dai Persiani. Fu comunque nella koinè culturale ellenistica che ebbe luogo quella fusione dei riti magici con elementi astrologici e alchimistici, che sarà alla base di tutta la speculazione magica dei secoli successivi. Nella tarda antichità troviamo numerose testimonianze riguardo a rituali di teurgia la cui provenienza è spesso attribuita, dagli stessi teurghi, all'antico Egitto. Verso il III IV secolo della nostra era compaiono anche trattazioni filosofiche a favore di tale pratica, in particolare per opera del filosofo neoplatonico Giamblico.
Nella letteratura latina si trovano numerose testimonianze relative a tutta una serie di attività occulte. Esperimenti di negromanzia, uccisioni a distanza, animali parlanti, statue che camminano, filtri d'amore, metamorfosi, divinazioni, talismani che curano le malattie, sono solamente alcuni degli oggetti e dei rituali magici adoperati dai maghi che compaiono nelle opere di Orazio, Porfirio, Plinio il Vecchio e Virgilio. Nel panorama letterario di magia latina un posto di prim'ordine spetta a Le metamorfosi (anche conosciuto come L'asino d'oro) di Apuleio. L'opera, l'unico romanzo della letteratura latina pervenutoci intero, si compone di undici libri, nei quali viene narrata la storia di Lucio, un giovane trasformato per magia in asino, che, dopo varie peripezie, ritorna uomo per intercessione della dea Iside. Da ricordare che lo stesso Apuleio fu processato per aver costretto con la magia una ricca vedova a sposarlo per impadronirsi della dote. Tuttavia riuscì a scagionarsi dall'accusa presentando il testamento della vedova, in cui la donna (dietro consiglio dello stesso Apuleio) lasciava tutto al figlio piccolo. Del resto, nel diritto romano le leggi antiche prevedevano pene severe per quanti utilizzavano mezzi magici per conseguire scopi criminali.

La magia nell'Islam 

La magia è riconosciuta dall'Islam.
Essa è considerata tuttavia come una "tecnica", rispondente a precise leggi, agenti per preciso disposto divino. Si condanna tuttavia la "magia nera" o saḥr shayṭānī (magia diabolica).


La magia nel Medioevo 

Nonostante la polemica antimagica di alcuni scrittori cristiani, come Origene, Sant'Agostino e Tommaso d'Aquino, e l'ostilità della Chiesa nei riguardi delle arti occulte, il substrato culturale della magia medievale ebbe una certa rilevanza. Persino il mondo religioso germanico fu prodigo di divinità intrise di doti magiche, come Thor e Odino; anzi lo scopo della magia era quello di liberare le forze occulte possedute dalle potenze superiori. La produzione letteraria di carattere magico, soprattutto in età umanistica, fu molto ricca, grazie anche alla mediazione di scrittori arabi. Alcune opere astrologiche, come il Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, l'Introductiorum di Albumasar, il Liber Vaccae (o Libro degli esperimenti) ed il famoso Picatrix, ebbero una enorme influenza sulla speculazione magica dell'età rinascimentale. Anche se alcuni autori, come Isidoro da Siviglia e più tardi Ugo da San Vittore, accomunano la magia all'idolatria, in quanto scienza conferita dai demoni, è nel XIII secolo con Guglielmo d'Alvernia e Alberto Magno, che si iniziò a porre l'accento sulla categoria della magia naturale, che tanta fortuna ebbe nei secoli immediatamente successivi. Sempre nel XIII secolo, torna in auge anche l'astrologia, con autori allora famosissimi come il forlivese Guido Bonatti, la cui influenza sarà notevole ancora nel XVI secolo.

La magia nel Rinascimento
 
« Troverete persino gente che scrive del XVI secolo come se la Magia fosse una sopravvivenza medioevale, e la scienza la novità venuta a spazzarla via. Coloro che hanno studiato l'epoca sono più informati. Si praticava pochissima magia nel Medioevo: XVI e XVII secolo rappresentano l'apice della magia. La seria pratica magica e la seria pratica scientifica sono gemelle. »
Il periodo che va dal XV agli inizi del XVII secolo segna la grande rinascita della magia, in sostanziale parallelismo, come fa notare anche C. S. Lewis, con il crescere degli interessi scientifici. L'inizio di questa rivoluzione magica può essere considerata l'opera di traduzione che alcuni umanisti, il più importante dei quali fu Marsilio Ficino, fecero delle quattordici opere che formavano il cosiddetto Corpus Hermeticum, degli "Oracoli Caldaici" e degli "Inni Orfici". Queste opere, attribuite dagli studiosi rinascimentali rispettivamente ad Ermes Trismegisto, Zoroastro ed Orfeo, erano in realtà raccolte di testi nate in età imperiale romana, che combinavano elementi neoplatonici, concetti ricavati dal Cristianesimo, dottrine magico-teurgiche e forme di gnosi mistico-magica. Nel Rinascimento sul substrato colto di dottrine neoplatoniche, neopitagoriche ed ermetiche si incardinò la riflessione speculativa magico-astrologica-alchemica, arricchita da idee derivanti dalla Cabala ebraica, come testimoniano emblematicamente le figure di Pico della Mirandola e Giordano Bruno. Il compendio forse più interessante per la magia rinascimentale è il De occulta philosophia di Cornelio Agrippa von Nettesheim. In questa opera il medico, astrologo, filosofo e alchimista tedesco definisce la magia "la scienza più perfetta", e la divide in tre tipi: naturale, celeste e cerimoniale, dove i primi due rappresentano la magia bianca, ed il terzo quella nera o negromantica. Queste argomentazioni saranno riprese più tardi nel Magia naturalis sive de miraculis rerum naturalium del napoletano Giovanni Battista Della Porta, il quale vede nella magia naturale il culmine della filosofia naturale, e nel Del senso delle cose e della magia di Tommaso Campanella. Altra importante figura nel contesto magico-alchemico rinascimentale è quella di Paracelso, la cui iatrochimica risente della simbiosi tra magia naturale e scienza sperimentale, tipica del XVI secolo.

Declino della magia 

Proprio mentre la tradizione magica è al suo culmine, nel XVII secolo si iniziano a vedere le avvisaglie della polemica contro la cultura magico-alchimistica, che caratterizzerà maggiormente il secolo dei lumi. Il precursore della condanna delle varie dottrine magiche in nome del sapere scientifico è da considerarsi Francesco Bacone. A partire da questo momento la magia inizierà un lento declino, favorito da pensatori come Cartesio e Hobbes e dallo sviluppo delle correnti filosofiche del meccanicismo, del razionalismo e dell'empirismo. Nel XVIII secolo, con l'avvento dell'Illuminismo, la magia, definitivamente sconfitta nell'ambito della cultura dominante, venne relegata in un limbo, nel quale tuttavia riuscì in qualche modo a sopravvivere.

La magia nel XIX secolo 

La seconda metà dell'Ottocento è caratterizzata da un rinnovato interesse nei confronti dell'occultismo e dell'esoterismo magico. La figura che meglio incarna il revival delle scienze occulte nel XIX secolo è il mago Eliphas Lévi, nato Alphonse Louis Constant. La cui ricca produzione letteraria influenzò grandemente la speculazione occultista del secolo successivo. L'ultimo scorcio del secolo vide anche il sorgere di numerose organizzazioni e società segrete nelle quali la magia aveva un ruolo significativo, come l'Ordre Kabbalistique de la Rose+Croix fondato in Francia da Stanislas De Guaita, l'Hermetic Order of the Golden Dawn fondato in Inghilterra da Samuel Liddell Mathers, l'Ordo Templi Orientis fondato in Germania da Franz Hartmann. Anche nella Società Teosofica, fondata negli Stati Uniti d'America da Helena Petrovna Blavatsky, esistono alcuni elementi che rimandano a una concezione magica dell'esistenza e dei rapporti con i mondi ultraterreni.

La magia oggi 

Il panorama della magia dei nostri giorni è molto variegato e di difficile analisi sistematica, soprattutto a causa del coacervo sincretistico che caratterizza la maggior parte delle odierne dottrine magiche, esoteriche e occultistiche. In genere il substrato comune è costituito da alcune teorie che si riallacciano alle tradizioni neoplatoniche, gnostiche, ermetiche, cabalistiche, astrologiche, alchimistiche e mitologiche antiche. Su queste e sul pensiero dei moderni occultisti, da Madame Blavatsky a Gérard Encausse, da Samuel Liddell Mathers ad Aleister Crowley, da G. I. Gurdjieff a Gerald Gardner, a Dion Fortune, a Eusapia Palladino, a Gustavo Rol sono nate tutta una serie di associazioni e gruppi esoterici, più o meno influenzati dalle nuove correnti della New Age, della Wicca e del Neopaganesimo. In Italia uno degli ultimi celebri rappresentanti e divulgatori della teoria e della prassi magica fu Giuliano Kremmerz.


Giochi di magia ....




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Giochi di magia

La parola magia ha definito durante i secoli molte pratiche insane, ed ha avuto e continua ad avere per il grande pubblico un'accezione molto particolare e negativa, quasi demoniaca, sempre associata a fini egoisti e pericolosi. Tuttavia, bisogna riabilitare una volta per tutte quest'Arte, questa Scienza Sublime, la Magia Bianca, e cancellare dalla mente dei non iniziati questa sfortunata confusione.
 continua a leggere ....



IL MAGO SEI TU 






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La filosofia greca



 La filosofia greca rappresenta, nell'ambito della storia della filosofia occidentale, il primo momento dell'evoluzione del pensiero filosofico. Dal punto di vista cronologico, si identifica questa fase con il periodo che va dal VII secolo a.C. alla chiusura dell'Accademia di Atene, avvenuta nel 529 d.C. con l'editto di Giustiniano.
Attraverso i secoli i grandi pensatori greci da Talete a Pitagora, dai Presocratici a Socrate, da Platone ad Aristotele, fino ad arrivare alle scuole di pensiero del Cinismo, dello Scetticismo, dell'Epicureismo e dello Stoicismo, hanno costruito i capisaldi del pensiero della civiltà occidentale.
La letteratura greca, espressione della Grecia antica e della sua ricchissima cultura, è tra gli elementi fondanti dell'idea moderna di Occidente. Elevatasi fin dalle origini grazie ai capolavori di Omero ed Esiodo, la letteratura greca ha permeato la storia della letteratura con contributi fondamentali in ogni genere letterario, come la poesia, con i versi di Alceo, Saffo, Anacreonte, Pindaro, Callimaco e Teocrito, la tragedia, con i drammi di Eschilo, Sofocle ed Euripide, le commedie di Aristofane, l'oratoria di Isocrate, Lisia e Demostene, e i grandi storici, da Erodoto a Tucidide, a Senofonte, fino a Plutarco.


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venerdì 3 febbraio 2012

DECIDERE IL TUO FUTURO




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mercoledì 1 febbraio 2012

Imago Mundi , per una carta geografica





L'espressione imago mundi,

coniata nel Medioevo, 

è molto espressiva per una carta geografica

 Colómbo, Cristoforo - Grande navigatore, scopritore dell'America (Genova 1451 - Valladolid 19 maggio 1506). Scarse le notizie dei primi anni della sua vita: si dedicò presto al commercio e fu a Chio (1474-75), in Portogallo e a Madera (1476-78), finché, tornato un'ultima volta a Genova, partì definitivamente per Lisbona (1479), dove forse lo spinsero motivi commerciali. Da Lisbona C. mosse per parecchi viaggi a Madera e altrove: e in questo periodo egli lesse l'Imago mundi di P. d'Ailly, la Historia rerum ubique gestarum di Pio II Piccolomini, il Milione di M. Polo






 La cosiddetta carta genovese del mondo, del 1457, rappresenta la scuola italiana. La sua forma è non usuale, essendo lenticolare, allungata. Malgrado abbia una rete di linee di rotta e somiglianze con carte nautiche del Mediterraneo, ha anche alcune differenze, notamente imprecisioni che suggeriscono che il cartografo non era un professionista.




Il mezzo sul quale sono state redatte la maggior parte delle mappe primitive è la pietra o il legno. Osso e pelli sono rari. La pittura su rocce si ha in tutto il mondo. Molte di queste pitture su roccia contengono, oltre ad animali, scene di caccia e, qualche volta, anche schemi che sono stati interpretati da alcuni come diagrammi geografici. In caverne di Schafthausen sono state trovate delle tavolette di osso con un network di linee, ma non si è potuto dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio che si tratti proprio di mappe.
Mappe incise su corteccia d’albero, principalmente corteccia di betulla sono molto comuni in Siberia, tra gli Esquimesi e tra gli Indiani del Nord America. Possono essere facilmente trasportabili e questo fatto contribuì alla loro diffusione. Si è osservato che alcune tribù indiane avevano uno speciale talento per le mappe. Molti Indiani, malgrado fossero incapaci di leggere, riuscirono facilmente a identificare nomi di fiumi, di valli, di monti su mappe europee. Un missionario gesuita, J.F: Lafiteau, riportò di aver osservato una grande quantità di queste mappe.
Gli Eschimesi furono probabilmente gli unici a tentare di redigere mappe indicanti i rilievi. F.W. Beechey ebbe la prova di ciò nel 1826 tra gli Eschimesi occidentali dello Stretto di Bering. Egli diede una descrizione di come essi tracciavano sulla sabbia di Kotzebue un modello in rilievo del litorale. “Prima marcavano la linea di costa. Poi indicavano le montagne e le colline, poi le isole, rispettando le proporzioni. Una volta segnate le montagne e le isole, marcavano i villaggi con dei pezzi di bastone piantati verticalmente. Dopo un po’ di tempo diedero una completa pianta topografica della zona”.





 L'espressione imago mundi, coniata nel Medioevo,


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Termine introdotto da C.G. Jung (1875-1961), con riferimento a un’Imago ‘materna’, ‘paterna’, ‘fraterna’ e divenuto di uso comune in psicanalisi. Caratterizzata come ‘rappresentazione o immagine inconscia’, l’Imago è piuttosto uno schema immaginario, un prototipo inconscio che orienta in maniera specifica il modo in cui il soggetto percepisce l’altro, ne orienta cioè le proiezioni. Formatasi sulla base delle prime relazioni del bambino con l’ambiente familiare, l’Imago non va peraltro considerata come correlato di figure reali, ma presenta carattere fantasmatico; così a un’Imago genitoriale minacciosa e terribile possono corrispondere genitori reali estremamente miti...leggi tutto -

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